|
Tutti hanno il loro scheletro nellarmadio.
Lo ammetto, ho iniziato come artista1.
Sono parole di Francesco Bonami, direttore della Biennale
di Venezia 2003.
Ma si tagliano bene anche
addosso ad Alessandro Vezzosi, conosciuto soprattutto
per la sua attività curatoriale. Con una differenza:
Vezzosi non rinnega il passato da artista, anzi considera
il lavoro nel campo museale un proseguimento del fare
arte.
Il suo primo passo è
stato nella pittura, una passione alimentata da Amleto
Rossi e Gino
Terreni, sui professori a scuola. Fra il 1964
ed il 1971 Alessandro Vezzosi ha vinto oltre novanta
premi con i suoi quadri. Il sogno, fissato nella
pagina con sottili accorgimenti, acquista una moderna
concretezza, e lessenza della realtà non
sfugge al pittore, né perde il suo potere poetico,
perché Vezzosi introduce una vaga simbologia
primordiale che offre una larga possibilità di
comprensione e di libera interpretazione2
.
Dal 1970 Vezzosi si è
spinto nella ricerca concettuale. Già nel 1973,
la sua attenzione si rivolge al ruolo dellartista
e alla necessità di operazioni strutturate che
investano il territorio. Come riporta Lara Vinca Masini,
nel 1973 Alessandro Vezzosi stende un testo programmatico,
una proposta di metodo per definire il campo dazione
dellartista, presentandolo alla rassegna a premi
di Cerreto Guidi. Nella seconda metà degli anni
Settanta, porta avanti la riflessione sulla critica
come arte, che sfocia, nei primi anni Ottanta,
nel Museo Revêrie, arte mercuriale
e di metamorfosi. Il Museo Revêrie
tende a configurarsi quale entità dinamica e
dimensione ineffabile di unarte esistenziale che
«cresce con noi» come un respiro vitale
e per necessità assoluta.
Oggi, Vezzosi continua
sul filo di queste riflessioni, lavorando soprattutto
alla presentazione di opere altrui. Percepisce se stesso
come una figura eterogenea, tra lartista ed il
curatore. Il Labirinto di Leonardo a Vinci, realizzato
nel 1997 e 1999 è un esempio della sua attività:
la ricostruzione di un giardino di girasoli progettato
da Leonardo si presenta come opera darte collettiva,
accompagnata da testi filosofici e poetici di Alessandro
Vezzosi e di Agnese
Sabato.
1 Dal
discorso di Francesco Bonami durante "La dittatura
dello spettatore", incontro organizzato da Maria
Grazia Messina (Università di Firenze) e Pitti
Discovery all'Aula Magna dell'Università di Firenze,
con Carlo Sisi; 5 dicembre 2002
2 L.G. Nuovo premio (il quarantaseiesimo) vinto dal pittore
Vezzosi a Viareggio, in "La Nazione", Cronaca
di Empoli, 29 novembre 1969, p. 4 |